Secondo l'Agenzia di Stampa ABNA, il Ministero degli Esteri iracheno ha denunciato l'ingerenza palese di Washington negli affari interni di Baghdad, dichiarando che il paese ha ricevuto un messaggio dagli Stati Uniti in cui si afferma che, qualora Baghdad intendesse affidare nuovamente a Nouri al-Maliki l'incarico di formare il governo, verranno imposte sanzioni contro alcuni individui ed entità iracheni.
Nel comunicato del Ministero degli Esteri iracheno si legge che il messaggio orale ricevuto da Baghdad dagli americani a Washington, nel caso in cui la più grande fazione parlamentare insistesse nel presentare il suo attuale candidato [Nouri al-Maliki], conteneva due punti principali. Il primo punto includeva un chiaro ed esplicito riferimento implicito degli Stati Uniti all'imposizione di sanzioni contro alcuni individui ed entità iracheni.
Secondo questo comunicato, il secondo punto comprendeva una serie di criteri relativi alla natura della cooperazione e delle azioni congiunte tra Iraq e Stati Uniti, in particolare per quanto riguarda la formazione di qualsiasi futuro governo e i meccanismi del suo funzionamento.
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